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           Comune di Ricadi e sue frazioni in provincia di Vibo Valentia   

 

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La Comunità Cattolica di San Nicolò

La Comunità Cattolica di San Nicolò, Brivadi e Capo Vaticano è guidata da Don Tommaso Fiamingo, parroco amato e stimato da tutti.

Nei paesi del Promontorio una profonda devozione religiosa è diffusa tra la gente.

Messa in Piazza Stella

dell'estate 2005

da Luglio

a fine Agosto

ogni Domenica

in Piazza Stella

la Santa Messa

della sera

si celebra

nel suggestivo

centro storico

di San Nicolò

alle ore 19.00

 

 

 

   
   
   

 

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ad ogni paese il suo Santo Patrono ...

 

RICADI

 

Il Santo Patrono è San Zaccaria

Si festeggia il 5 novembre

Zaccaria (Santa Severina, 679 – Roma, 15 marzo 752) fu il 91º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo, dal novembre 741.

Così lo ricorda il martirologio romano: «15 marzo - A Roma, san Zaccaria, papa, che arginò la veemenza dell'invasione longobarda, indicò ai Franchi quale fosse il giusto governo, dotò di chiese i popoli germanici e tenne salda l'unione con la Chiesa d'Oriente, governando la Chiesa di Dio con somma accortezza e prudenza.»

 

 

SAN NICOLO'  Fraz. di Ricadi

 

Il Santo Patrono è San Nicola

Si festeggia il 6 dicembre

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse, secondo le fonti più diffuse, prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio che distribuì tra i poveri e perciò ricordato come grande benefattore. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica.

San Nicola è diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e a lui sono attribuiti molti miracoli a favore di poveri e defraudati. Si narra di molti prodigi dovuti alla sua intercessione in favore di bambini e di marinai in pericolo in balia della tempesta, pertanto è considerato protettore di marinai, bambini e di chiunque si trovi in pericolo di vita o cattive circostanze.

E' noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Il suo corpo si conserva a Bari nella Basilica che onora il suo santo nome.

 

   

BRIVADI  Fraz. di Ricadi

 

Il Santo Patrono è San Basilio

Si festeggia il 13 e 14 giugno

Basilio nacque da genitori santi, ebbe fratelli e sorelle santi, e fu santo pure lui. Ancora in giovane età si recò a Cesarea per i primi studi, ed in breve tempo eguagliò nella scienza i suoi stessi precettori. Assieme alla scienza cresceva in lui la virtù.

Dio lo riservava per grandi cose e le sue virtù e la sua scienza si manifestarono quando fu ordinato vescovo, in modo da attirargli l'ammirazione dei buoni e l'odio dei malvagi.

Nonostante la malferma salute, ogni mattina predicava nelle due chiese di Cesarea, e cercava di istruire con la parola e con lo scritto ogni classe di persone, adoperandosi in tutte le maniere per la conversione degli eretici.

Si mortificava e digiunava frequentemente, anche tra le cure del ministero pastorale. I sacerdoti erano i suoi prediletti e vigilava per assicurarsi che la loro formazione fosse completa, poichè comprendeva che il sacerdote è una lucerna posta sul monte che deve rischiarare tutti.  Anche durante la sua ultima malattia molti accorrevano a lui per consiglio.

Morì povero, così come era vissuto, il 1 gennaio dell'anno 379 e la Chiesa lo proclamò Dottore per i suoi numerosi scritti. Annoverato tra i Santi è ritenuto protettore dei responsabili degli ospedali e ispiratore dei riformatori.

 

   
   

 

 

 
   
   
   

 

 

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Natuzza Evolo ...  scelta per umiltà ...

 

tanti si rivolgevano a lei ...   tra i tanti molti sono stati toccati da Dio e per la Fede Salvati ...

Fortunata Evolo, "Mamma Natuzza" come la chiamava chi la conosceva, era nata, in Calabria, a Paravati il 23 agosto 1924, in una realtà desolata e povera dove la crisi agricola che interessava tutto il Sud costringeva molti ad emigrare. Tra questi c’era il padre, Fortunato Evolo, partito per l’Argentina a un mese dalla sua nascita e mai più tornato.Per questo l’infanzia di Natuzza è stata molto difficile; spesso in casa non c’era nulla da mangiare, neppure un pezzo di pane.

All’età di 5-6 anni iniziarono per lei una serie di visioni e altri inspiegabili fenomeni come i primi contatti con quella realtà soprannaturale che ne avrebbe pervaso l’intera esistenza. Quando ricevette il Sacramento dell’Eucarestia, la bocca le si riempì di sangue: era il primo segno di quelle sofferenze mistiche che sarebbero iniziate a manifestarsi di lì a poco sul suo corpo.

La vita di Natuzza è stata semplice e umile, povera e nascosta, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è stata ignara spettatrice e docile strumento. Aveva il dono della bilocazione. Vedeva Gesù e la Madonna e i santi. Vedeva i defunti e conversava con loro. Ma era la Settimana Santa il periodo in cui le manifestazioni si facevano più intense. Nei giorni che precedevano la Pasqua, infatti, la mistica di Paravati riviveva sul proprio corpo la Passione del Signore; cadeva in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiere in lingue diverse, ostie ed ostensori, corone di spine e cuori. 

Natuzza non era mai andata a scuola, non sapeva né leggere né scrivere. Fin da bambina ha avuto il dono di vedere e di parlare con l’angelo custode, un bambino di otto/nove anni, che la guidava e la consigliava nel rispondere in lingue straniere, nel diagnosticare malattie con una terminologia medica che solo una persona colta poteva dare. Fin da ragazza Natuzza capì che la sua missione sarebbe stata quella di dare una parola di conforto alla gente. Ha ricevuto per anni centinaia di persone al giorno: gente colta, persone semplici, potenti, poveri, religiosi e laici, affidandole sofferenze, angustie, invocando conforto e luce. E lei, facendosi carico delle loro sofferenze, dava a tutti una parola di conforto, di speranza e di pace, una risposta certa, il sorriso e la gioia.

Era il 1 novembre 2009, festa di Tutti i Santi, quando Fortunata Evolo, all’età di 85 anni, ha lasciato questa terra per entrare definitivamente in quella dimensione con cui fin da bambina ha avuto familiarità. Una signora della Calabria che aveva il dono di poter parlare con la Madonna tanto e, secondo una sua descrizione, fù realizzata l'icona statuaria che viene venerata ogni anno da migliaia di pellegrini a Paravati, nel Vibonese.

Qui ora sorge la grande Chiesa che stava tanto a cuore a Natuzza perché voluta dalla stessa Vergine Maria.

biografia di Natuzza, eventi e iniziative della Fondazione sul sito ufficiale

 

FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

2 e 3 Luglio 2016

a San Nicolò

di Ricadi

Festa popolare che ricorre ogni anno in onore della Madonna delle Grazie venerata dai fedeli del luogo.

Il 2 luglio si celebra la messa solenne del mattino dedicata alla Madonna delle Grazie.  La banda in piazza e lo spettacolo dei giganti per i bambini fanno da tradizionale sfondo in questa particolare giornata di festa.

Nel pomeriggio alle ore 17.00 parte la processione che dalla Chiesa di San Nicolò conduce per le vie del paese, passando per il centro storico, la statua della Madonna delle Grazie. La processione raggiunge quindi la Casa di accoglienza anziani A.D. 2000, fa una sosta di preghiera nel giardino della casa di riposo e ritorna alla Chiesa di S. Nicolò dove viene celebrata la messa solenne della sera.

La serata è allietata dal mercatino in piazza e da ospiti di prestigio del mondo della musica e dello spettacolo che onorano il palco con le loro perfomance artistiche e il pubblico presente.

La festa si conclude con spettacoli pirotecnici e tra questi la tradizionale danza del "Ballo du Camiuzzu i focu", molto suggestiva e apprezzata da grandi e soprattutto bambini.

 

 

   
   

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